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                                          FEDE in SAIBABA?



INDAGINE SULLA REALTA' DI UNA FEDE
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LETTERA APERTA AI DEVOTI DEL CELEBRE GURU INDIANO

"SAI BABA"

 Amici devoti del celebre guru indiano Sai Baba,
come forse ricorderete, il vostro maestro divino ha fatto diverse affermazioni profetiche, alcune delle quali riguardano proprio il suo divino destino. Una di queste vuole che egli, in un prossimo futuro, mentre sarà ancora in vita nell'attuale corpo, verrà riconosciuto come massima "Incarnazione Divina" (termine con il quale il nostro si riferisce alla concezione di Dio Padre sceso in persona sulla terra -per i cristiani Colui che inviò il proprio figlio Gesù-) dalle massime autorità di tutte le religioni del mondo, e che di conseguenza, questi si prostreranno ai suoi piedi. (!!!)

A richiamare la vostra attenzione su questa sconvolgente affermazione (sconvolgente in ogni caso...) sono due persone che la ritengono una panzana di proporzioni megagalattiche, e che, increduli che davvero possa esistere qualcuno che ripone una reale e consistente fede in quanto il Sai Baba afferma, invitano pertanto coloro che si dicono suoi devoti, ossia portatori di fede in lui, ad offrire di tale fede una tangibile e significativa prova, contestuale alla prova di totale ed assoluta sua mancanza che essi offrono:

aderire ad un accordo contrattuale -eventualmente stipulato in sede notarile- con cui si conviene di mettere in palio una qualsiasi somma di danaro voi vogliate scegliere (a tal proposito la disponibilità di noi proponenti non si limiterebbe solo a mettere in gioco tutti i nostri averi, ma, certi al 100x100 dell'infondatezza delle affermazioni del celebre "guru" indiano, non esiteremmo a mettere in palio le nostre stesse vite, se ciò potesse avere un senso diverso da quello dell'assurdo);

nel caso in cui la suddetta profezia non dovesse avverarsi, la somma in palio andrebbe a noi; viceversa, nel caso in cui il corso degli eventi si rivelasse quello effettivamente delineato in essa, sarebbe la controparte  -ossia coloro che "puntano" sull'avverarsi della profezia-  ad aggiudicarsi la posta in palio.

Ma forse è più giusto considerare questo accordo da in altri termini: nel caso in cui il Sai Baba sarà riconosciuto come Dio in persona dalle massime autorità di tutte le religioni del mondo, noi promotori dell'iniziativa, a titolo di celebrazione della sua gloria, ci impegnamo a fare alla controparte una prestabilita donazione;

contestualmente, nel caso in cui il Sai Baba non sarà riconosciuto come Dio in persona dalle massime autorità di tutte le religioni del mondo, la controparte s'impegna a fare a nostro favore la medesima donazione, per celebrare quella che potrà, in ogni caso, considerarsi un'autentica gran conquista di verità...

A spingerci verso tale iniziativa non è, naturalmente, la ricerca di facile arricchimento (del resto chi dovesse guadagnare una somma attraverso simili modalità, probabilmente si sentirebbe propenso a devolverla in beneficenza), bensì l'amore per la verità e per la comprensione di come stanno realmente le cose. Pertanto i devoti del Sai Baba, condividendo questo principio, possono ben comprenderci, e non devono rammaricarsi nei nostri confronti, poiché non è nostra intenzione urtare la loro suscettibilità. Va da sé inoltre, che chi ha a cuore la verità ed è sicuro di essere dalla sua parte, non ha nulla da temere, e da iniziative tese ad accertare la realtà delle cose può solo attendersi ulteriori conferme della fondatezza della propria fede.

Nell'attesa e nella certezza di raccogliere numerose adesioni a quest'onesto e singolare accordo, porgiamo a tutti i nostri cordiali saluti.

  Norberto e Fabio

Per contatti:             nea53@libero.it          obafideg@libero.it

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La precedente lettera aperta è stata inviata a molti dei "Centri Sai Baba" presenti in Italia (quelli di cui è stato trovato il recapito), senza che nessuno dei loro frequentatori abbia dato cenni di adesione all'accordo contrattuale che in essa viene proposto. Evidentemente fino ad oggi nessun "devoto" italiano, fra quelli dei centri contattati (in un prossimo futuro la ricerca verrà estesa anche ai "devoti" stranieri, non si sa mai…), ha trovato il coraggio per rispondere, nemmeno con delle semplici osservazioni critiche! Rifiutando qualsiasi forma di dialogo, la loro unica risposta è consistita in un pavido silenzio.

I promotori della presente iniziativa hanno dunque deciso di rispondere al silenzio di questi signori inviando loro la seguente lettera aperta, contenente alcune riflessioni e considerazioni sul Sai Baba e sulla presunta fede che i suoi "devoti" affermano di avere in lui.

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 Gentili amici devoti del Sai Baba,

a scrivervi sono ancora quei due che vi hanno invitato ad aderire all'accordo contrattuale avente per oggetto l'eventuale riconoscimento, da parte dei massimi esponenti di tutte le religioni del mondo, del Sai Baba come Dio in persona sceso sulla terra. Ricordate?
L'eloquente silenzio con cui ci avete risposto è quanto mai denso di significato, giacché lascia intuire chiaramente che, più che una fede nel Sai Baba e nelle sue parole, in voi dimora una fede in quel saggio principio espresso dalle celebri parole del grande Totò:

                                                           “ 'Cca nisciuno è fesso! "

                               

 

Siamo sicuri, infatti, che se esistessero realmente delle persone convinte della fondatezza di quanto il Sai Baba afferma, almeno qualcuna fra queste troverebbe il coraggio di aderire all'accordo che abbiamo proposto. Ma in fondo, coloro che frequentano il mondo del Sai Baba e che vi fanno esperienza, sanno bene che le cose che questi è solito affermare e/o profetizzare non trovano riscontro nella realtà, sia per quanto riguarda le vite delle singole persone che per quanto riguarda il destino del mondo e dell'umanità. E la storia secondo cui egli sarà riconosciuto come Dio in persona dai massimi esponenti di tutte le religioni del mondo non è che una delle innumerevoli bufale che ha raccontato.  Ma se si volesse provare ad elencarle tutte occorrerebbe scrivere un'enciclopedia.

Ciononostante i suoi devoti affermano di avere fede in lui!

Viene allora da chiedersi se è fede, credulità o altro, quella con cui, ad esempio, si vogliono accreditare come miracoli i suoi volgari e tristemente noti giochi da prestigiatore. Senza documentarsi su come e quanto siano stati ampiamente smascherati, come tali, dai migliori professionisti del settore. E con quale fede, inoltre, i devoti del Sai Baba si premurano di nutrire e diffondere la credenza secondo cui egli sarebbe il "kalpa taru", termine che significherebbe "albero dei desideri", ossia colui che esaudisce tutti i desideri di tutti i suoi devoti per far sì che questi un giorno gli daranno quel che lui chiede loro, cioè la "realizzazione spirituale". Con quale onestà di coscienza si può far ciò? Con quale onestà di coscienza si può far leva sulla forza della disperazione di chi ha un assoluto bisogno di credere che sia possibile risolvere i propri irrisolvibili problemi, e, pur di strappargli consensi ed adesioni, prestarsi al perfido gioco del suo beffardo inganno? Laddove chiunque può facilmente constatare che le promesse del Sai Baba hanno minore fondatezza di quelle che fanno i politici in campagna elettorale, o, peggio ancora, di quelle che fanno i vari maghi, negromanti, astrologi, fattucchiere e ciarlatani vari. E, per favore, non si vengano ad additare come miracoli del Sai Baba i pochi casi in cui i desideri espressi dai devoti trovano realizzazione, perché è ovvio che fra tanti desideri espressi qualcuno poi trova una realizzazione attraverso vie naturali. Si tratta di quanto avviene normalmente, ed il voler far passare questi casi come "miracoli", appare patetico e farneticante delirio egoico di chi vuole figurare come persona speciale, in quanto raccomandato da Dio. Di miracoli si potrebbe parlare laddove puntualmente trovassero realizzazione tutti, purché umanamente accettabili, i desideri espressi da tutti i devoti, ma ciò, come chiunque può verificare, è ben lontano dai dati di fatto. Non riconoscere queste concrete realtà vuol dire non avere a cuore la verità, poiché -che piaccia o meno- l'ineludibile realtà è che il Sai Baba afferma una gran quantità di cose che non aderiscono al vero, che non sono verità, ma falsità! E per rendersene conto basta leggere qualche suo discorso osando confrontare le sue affermazioni con la realtà dei fatti a cui si riferiscono: altro che "incarnazione della verità" in cui prendere rifugio! Ma non c'è forse tutto da guadagnare e nulla da perdere nel prendere rifugio direttamente nella verità, senza passare attraverso pericolose intermediazioni di sue pretese incarnazioni?
Legarsi al Sai Baba ed essere suoi devoti si traduce inesorabilmente in un allontanamento dalla verità. Vuol dire innamorarsi dell'oggetto delle proprie proiezioni e rimanervi avvinghiati, praticandone il culto della personalità. E crogiolarsi puerilmente nell'egoica illusione di vivere sotto l'ombrello protettivo -fatto di grazie, benedizioni e divine ispirazioni- di chi, riuscendo efficacemente ad apparire come immagine paterna grande e potente, viene idealmente introiettato e fatto proprio. Ed è semplice comprendere che molto spesso il rifugio in questo genere di credenze assolve la funzione di anestetico psicologico con cui garantirsi l'illusione di compensare la scarsa sicurezza in se stessi, nonché di lenire il senso di inadeguatezza ad accettare ed affrontare la vita così com'è. Oppure, nel migliore dei casi, si rivela valido supporto per coltivare la smania di esaltazione.
Credere (o fingere di credere...) nel Sai Baba e nelle sue parole, pregiudizialmente, cioè prescindendo dal sottoporre ogni sua affermazione al vaglio delle proprie riflessioni critiche, assume lo stesso valore che nei sistemi totalitari ha l'allineamento che le masse devono avere verso il regime e le sue direttive. Non a caso, tanto per fare un esempio, un motto fascista recitava: 
-Mussolini ha sempre ragione!-. Accettare ed accreditare acriticamente quanto il Sai Baba afferma, equivale, come principio, a sostituire il nome "Mussolini" con quello "Sai Baba". Con la non lieve differenza che nei sistemi totalitari l'adesione alle posizioni del regime è coatta, mentre aderire alle direttive di persone come il Sai Baba è qualcosa che alcuni scelgono liberamente di fare. Entrando, in tal modo, nei ranghi del gregge umano che si lascia sedurre, soggiogare e comandare dalla potente figura autoritaria che qualcuno è riuscito a costruirsi al fine di irretire nelle pastoie del timore reverenziale il più alto numero possibile di sudditi. Acciocché questi siano poi capaci soltanto di credere, obbedire e combattere!...
E com' è triste lo "spettacolo" di tanti uomini che calpestano la propria dignità fino ad annientarla del tutto, non senza incorrere  in atteggiamenti  con cui si coprono di ridicolo!

 Amici devoti del Sai Baba,
in realtà il silenzio con cui ci avete risposto non ci sorprende affatto, e ancor meno ci aspettavamo delle adesioni all'accordo che abbiamo proposto. Conosciamo e comprendiamo bene la consistenza della fede nel Sai Baba… E altrettanto bene sappiamo quanto sia vero che

                                                           " 'Cca nisciuno è fesso!"

Ma adesso stendiamo pure un velo pietoso su tutto ciò, e mettiamo da parte la storia del singolare accordo contrattuale a cui vi abbiamo proposto di aderire.

Fermatevi un attimo a guardarvi dentro, e cercate onestamente di sentire quanta autentica disposizione esiste in voi a mettere la mano sul fuoco circa la veridicità delle affermazioni del Sai Baba. Questo è il punto cruciale! Rendetevi conto che se a tal proposito esistono dei margini di dubbio (e noi siamo certi che -fortunatamente- esistono, eccome!) vuol dire che non potete parlare di fede. E voler disconoscere questa assenza di fede è segno di non fede nella verità. Perché mai, allora, continuate in questa storia del fare i “devoti”?  Chi ve lo fa fare? Qui si configura il caso, tanto frequente purtroppo, in cui si viene a negare Dio -inteso nella semplice accezione di realtà delle cose al di là dei propri desideri, delle proprie proiezioni, aspettative, ideologie, credenze, dogmi e qualsivoglia altro genere di filtro mentale che siamo soliti frapporre nel rapportarci alla realtà- in funzione dell'attaccamento ad un fantoccio, quale che esso sia, a cui pervicacemente si vuol dare l'emozionante nome "dio". Riferendosi con tale parola al complesso di significati e concetti che meglio risponde alle proprie esigenze psicologiche e/o materiali. Ed a tal riguardo vale certamente la pena considerare che la parola "dio" non implica in alcun modo la realtà Dio, anzi! Ci si può tranquillamente riempire la bocca con questa parola, chiamare dio dalla propria parte ed affermare di agire secondo la sua legge, senza avere la benché minima consapevolezza di Dio. Ed è molto significativo il fatto che nell'attuale contesto storico esempi in tal senso vengono da personaggi del calibro di Bush e Bin Laden....

Come avete visto ci siamo presi la libertà di parlarvi apertamente e con franchezza: anche questa ci sembra, in qualche modo, un'affermazione di verità. Riteniamo di non peccare di pretenziosità nel coltivare la speranza di avervi offerto qualche proficuo spunto di riflessione.

E nell'auspicio che, toccandola con mano, possiate prendere consapevolezza della reale consistenza della vostra fede nel Sai Baba,  ed orientarvi   di conseguenza, vi salutiamo augurandovi un liberatorio risveglio.

 

Norberto e Fabio.

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Gli autori delle lettere aperte sopra riportate sono ancora in attesa che si faccia avanti qualche "devoto" del Sai Baba disposto ad offrire la tangibile prova di fede che essi chiedono.

Pertanto apertamente ribadiscono l'appello:

DEVOTI DEL CELEBRE GURU INDIANO

"SAI BABA"

(colui che afferma di essere Dio in persona)

SE CI SIETE ( con la fede) BATTETE DEI COLPI !!

Affinché si possa credere che voi crediate davvero, e che la vostra "fede" non sia tutta una burla.


 

Quanto riportato sopra è stato scritto ed inviato ai centri Sai Baba italiani fra il 2006 e il 2007.

Nel maggio del 2008 è deceduto Norberto Aiello, uno dei due promotori dell'iniziativa contenuta in questa lettera.

Era affetto da una malattia inguaribile, ricevuto da Sai Baba, ebbe da questi la promessa di una guarigione miracolosa, ma, guarda un po’ lo strano caso, questa guarigione miracolosa giammai giunse!...  

Su questa pagina  http://www.exbaba.it/texts/sai_baba_e_la_mia_guarigione.htm

è riportata la toccante testimonianza di Norberto.

 

Intanto Sai Baba è morto nell'aprile del 2011, senza che nessuno dei leaders delle principali religioni del mondo si sognasse di riconoscerlo come incarnazione di Dio. E così il nostro non ha perso l'occasione per fare anche della propria morte l’occasione per confermare la sua ormai nota fama di impostore!

Ed è quasi superfluo aggiungere che, fino ad allora,

nessun devoto di Sai Baba si è sognato di aderire all'accordo contrattuale che avevamo proposto loro, fornendo, in tal modo, la significativa prova di fede e coraggio che da essi ci si poteva aspettare…

 

Non resta che complimentarsi con loro.

Maggio 2012

Fabio De Gregorio

 

LINK : www.exbaba.it

 

 

 

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